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Pensioni, cosa fare quando muore il pensionato e a chi spetta comunicarne il decesso all'INPS?

  • Immagine del redattore: StudioLegaleVerno
    StudioLegaleVerno
  • 21 giu 2021
  • Tempo di lettura: 2 min

Inoltre...cosa si rischia in caso di omessa comunicazione?

All’esito dell’udienza tenutasi in data 12 maggio 2021 la VI Sezione penale della Corte di Cassazione ha esaminato la seguente questione ed ossia «se possa ritenersi sussistente il reato di cui all’art. 316-ter cod. pen. (indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato) nel caso in cui il contestatario del conto corrente sul quale è accreditata la pensione del proprio congiunto non ne comunichi il decesso all’istituto di previdenza e continui a percepire i ratei pensionistici».

Secondo quanto emerge dall’informazione provvisoria diramata dal Servizio novità della Suprema Corte, la VI Sezione – in senso difforme da alcuni precedenti di legittimità - ha dato al quesito una soluzione negativa, affermando che non «possa ritenersi sussistente l’omissione di informazioni dovute perché non previste. La legge 27 dicembre 2002 n. 289 ha introdotto l’obbligo per le anagrafi comunali di trasmettere online all’INPS le comunicazioni di decesso, sicché non è più necessario che i privati cittadini consegnino agli uffici INPS il certificato di morte cartaceo. Analogamente, l’art. 1 legge 23 dicembre 2014 n. 190 ha sancito l’obbligo per i medici necroscopi di inviare online all’INPS il certificato di accertamento del decesso entro 48 ore dall’evento. Su queste basi l’INPS dopo la segnalazione del decesso provvede automaticamente a individuare il soggetto nei propri archivi e a effettuare le necessarie variazioni relative alla pensione».

La questione è di particolare rilevanza se si tiene conto che definire a chi spetta comunicare il decesso all’INPS è dirimente nella misura in cui, qualora dovesse ritenersi che tale obbligo compete agli eredi, in caso di omissione, ne potrebbe derivare una incriminazione per il reato di indebita percezione di erogazione ai danni dello Stato.

Ebbene, la sentenza della Cassazione ha dimostrato un cambio di rotta.

Per come emerso dall’informazione provvisoria, gli eredi non hanno alcun obbligo di comunicazione all’INPS dell’avvenuto decesso e, di conseguenza, nulla può essere loro rimproverato in caso di silenzio. Non sono più i parenti del defunto a dover comunicare il decesso all’INPS, bensì le Anagrafi comunali e il medico necroscopo. Ciò non impedisce, comunque, al familiare di inviare il certificato di avvenuto decesso del pensionato all’INPS.

 
 
 

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